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Articoli e Curiosità
Bicchieri rotanti!
   Settembre 2013
Come superare la crisi
   Luglio 2013
È l'ora dell'agri-spettacolo!
   Maggio 2013
Le Terme del Sabato Sera
   Marzo 2013
Generazione di fenomeni
   Dicembre 2012
Wild Boys! Il ritorno dei
   paninari, ma non solo.
   Ottobre 2012
Alla ricerca di emozioni,
   per un'estate da film
   Agosto 2012
Sognando Polinesia,
   fra drink, balli e.
   Luglio 2012
 
Love StoryBicchieri rotanti!

Dopo l’uragano Tiki ed il tornado Molecolare, un’altra terribile minaccia incombe sul mondo del bar: dal futuro arriva Makr Shakr, il Barman Robot. Forse, era meglio tenersi Goldrake…

Sfinito da tante chiacchiere, trasmissioni e articoli di cucina e starchef, il settore food pare aver raggiunto la saturazione. Mentre i ristoranti chiudono, c’è la corsa a parlare di sformati, cuochi in rampa di lancio e scuole per imparare a tirare la sfoglia o, peggio, a dar vita a blog di critica gastronomica. Niente di meglio, quindi, che trovare un nuovo idolo, il barman. Che, intendiamoci, se lo merita. Se bravo e preparato, ovvio. Perché la differenza fra un cocktail elaborato da chi lo sa fare ed uno che dice di saperlo fare è abissale. Perché vedere un professionista all’opera è armonia, mentre un barista fai-da-te è distonia. Perché l’attesa di un buon drink è l’estasi, mentre la fretta di ricevere “una cosa” da bere è il tormento. Il fatto è che, ancor peggio dell’ambito gastronomico, il segmento beverage si ritrova, improvvisamente, ad essere preso d’assalto da una miriade di persone che non ne sanno un beneamato tubo. Tale affermazione tira in ballo sia chi vuole esercitare la professione sia chi si arroga il compito di giudicare. Non c’è molta differenza fra chi ci stordisce tentando di spiegare quanto è buono il suo drink (che, invece, è una ciofeca) e chi vuole dimostrare a tutti i costi di essere un esperto in materia, senza averne le basi. A questo proposito, proprio l’altra sera abbiamo incontrato una produttrice televisiva che non ne voleva sapere di interrompere (pur pregata in ginocchio) una discussione basata su chi fosse il miglior barman di Milano. Tutto nasceva dall’incontrovertibile dato di fatto che lei beve daiquiri da trent’anni e che, quindi, ben sa… Tristi esperienze quotidiane a parte, torniamo allo status quo del settore che, superate a malapena le smanie da flair a prescindere (tentativi di evoluzioni scenografiche, indipendenti dalla bontà dei drink), retaggio della disco explosion degli Anni ’90, si ritrova a far fronte a due, devastanti perturbazioni modaiole, l’uragano Tiki e il tornado Molecolare. Due tendenze di particolare rilievo che, buttate in pasto all’opinione pubblica in modo dissennato, si ritrovano ad essere spesso e volentieri proposte e sviluppate in maniera ridicola, viste le migliaia di pseudo-hawaiani e le nuove orde di novelli Cagliostro, stagliatisi all’orizzonte. Meglio non insistere, dunque, sulle iniziative degli sbiellati ed assicurare tutto il nostro appoggio ad iniziative di alto livello qualitativo e divertimento assicurato. Tipo l’appuntamento seriale (praticamente, una one night del buon bere) Mi casa es tu casa, in scena al Mo.Wa di Marina di Ravenna (Viale delle Nazioni 177). Per il secondo anno di fila, mercoledì dopo mercoledì, si presentano dietro al bancone del locale, Tiki stars and classic mixologist, ossia alcuni fra i migliori barman sulla piazza, fra cui Matteo Zed, Patrick Pistolesi, Alex Frezza, Boudewijn Mesritz e Alex Kratena. Che, talvolta, raddoppiano il loro impegno al fine di divulgare la loro arte in modo didascalico. Ciò grazie all’attivismo della Caribbean Bar Academy capitanata da Jimmy Bertazzoli, in grado perfino diarrivare ad organizzare degustazioni in catamarano, in mare aperto. La seconda iniziativa da non perdere è l’interessante Seminario Futurista comprensivo di degustazione di polibibite, placafame e svegliastomaco, tratte dalla Cucina Futurista di Filippo Tommaso Marinetti e Luigi Colombo alias Fillia. Il miscelatore, nonché fine dicitore è Fulvio Piccinino che,dopo le tappe di Torino (Diamond Club) e Parigi (Selective Art Kfé), approda in quel di Londra (Quo Vadis. 26, Dean Street) il 1 luglio. Data in cui, a tenergli botta, sono Jonatan Abarbanel, Mario La Pietra, Luca Missaglia e Leonardo Leuci. Nel corso dell’appuntamento vengono trattate le teorie legate a cucina e bevande, sviluppate dal Movimento Futurista, nato nel 1909. Chissà, forse ascoltando le parole e guardando le movenze dei relatori possiamo meritarci l’illuminazione divina e comprendere da quale mente votata alla “radiosa magnificenza del futuro” sia scaturita l’idea primordiale di Makr Shakr, “il robot barman che anticipa la terza rivoluzione industriale”. Stiamo parlando di un prototipo, che è stato testato in anteprima nel corso dell’ultimo Salone del Mobile di Milano, in occasione del quale è stata organizzata anche una conferenza stampa, da dimenticare. Che non è certo servita a spiegare il perchè, in tempo di crisi, due importanti aziende di beverage abbiano investito assai, per dar vita a tre bracci robotici, finalizzati alla preparazione dicocktail pessimi. Certo, il progetto, il cui concept è del MIT Senseable City Lab e la cui produzione va attribuita alla Carlo Ratti Associati (Walter Nicolino & Carlo Ratti), è senz’altro scenografico, ma nasce con un’idea di fondo fuori da ogni logica, “preparare un drink con il telefonino”… L’intenzione, è quella di consentire alle persone di inventare cocktail via palmare, per poi mixare gli ingredienti come barman virtuali. La realizzazione è, ovviamente, a carico del robot, sorta di Goldrake in versione barista futuribile. Orbene, le ricette possono in tal modo essere sviluppate con dosaggi alcolici assolutamente sballati e dar vita a drink fuori dalla grazia di Dio. Come abbiamo potuto testare. Il tutto, in un momento in cui il problema dell’alcolismo giovanile sta assumendo contorni assai gravi. Da combattere. Se, come appare chiaro, l’interesse primario era quello di fare notizia, perchè non accontentarsi di relegare l’esperimento al ruolo di installazione o performance artistica? Fatto sta che, quasi a voler far risaltare ancor più le pecche del loro gioiello, i registi di questa bella trovata sono arrivati a coinvolgere un barman di livello assoluto, quale Dario Comini, in una sorta di confronto all’americana con il mostro tentacolare. Forse, date le circostanze, Dario avrebbe fatto meglio a rifiutarsi di partecipare ad un tale, insulso back to back, ma sappiamo bene che, di questi tempi, sono gli sponsor a dettare legge… Certo è che il confronto non c’è stato: i drink del robot erano imbevibili e le sue movenze sgraziate al punto tale che era più il liquido versato per terra di quello dentro ai bicchieri. In definitiva, nonostante nel comunicato stampa si legga che “Roberto Bolle, ballerino etoile della Scala di Milano e primo ballerino dell’American Ballet Theatre, insieme al coreografo Marco Pelle, hanno ispirato i gesti del robot”, il risultato finale lascia pensare ad un lavabicchieri tecnologico piuttosto che ad un barman robot. Chi ne sentiva il bisogno? In circolazione, ci sono già tanti lavabicchieri che si atteggiano a barman professionisti…
(settembre 2013)
Come superare la crisiCome superare la crisi

Dalla cintura di castità ai Lunch Disco, passando per matrimoni, le piste da ballo ne sperimentano di ogni, per restare sulla cresta dell’onda. Fermo restando che a darsi da fare sono anche lavanderie, biciclette e locali-immagine. I club privè, invece, vanno diritti al sodo…

E’ nata in Svezia e sta prendendo piede in tutto il mondo, la moda di passare la pausa pranzo in discoteca! Il primo Lunch Disco o Lunch Beat che dir si voglia è stato organizzato nel giugno 2010, nel garage dell’azienda in cui lavoravano, a Stoccolma, da sole 14 persone. Che si divertirono assai e decisero di ripetere l’esperienza, migliorandola ed ampliandola. L’idea di base, codificata da Molly Ränge, consta nel passare la pausa pranzo a ballare con gli amici ed a scaricare le tensioni accumulate, per poi tornare al lavoro di buon umore. Ad ospitare questo nuovo trend sono proprio le discoteche, che si ritrovano così ad aprire i battenti in orari ed in giorni della settimana che la crisi economica aveva reso impossibili. Le regole prevedono un dj set di 60 minuti, un pasto easy, il divieto di alcol e droghe, ma soprattutto l’obbligo di ballo. Altrimenti, si legge negli inviti, “andate a pranzare da un’altra parte”. I risultati parlano di divertimento, dimagrimento, relax e fuga dalla solita palestra… Ma le discoteche vanno oltre, trovando il modo di scherzare sulla crisi con l‘esibizione a bordo pista delle vecchie cinture di castità. Si è visto a Milano, nelle serate targate Guido D’Annunzio. E che dire dell’ulteriore ampliamento del proprio raggio di azione con piste da ballo riconvertite in location per matrimoni? Accade, soprattutto con la bella stagione, all’Antica Corte by Matilda (via Brusati 75) di Travagliato (BS), a La Casa dei Gelsi (via Cavalieri di Vittorio Veneto 95) di Cusinati (VI) e presso La Sfinge sul Golfo (via Cala del Fico) di Manfredonia (FG). Visti i tempi che corrono, niente di meglio che fare di necessità virtù. Del resto, anche extra disco, ad ispirare i nuovi locali sono mezzi di locomozione basici come le biciclette e ad ospitarli sono le altrettanto vintage, lavanderie. Pavè (via Felice Casati 27) e Bici&Radici (via Nino d’Apulia 2) a Milano, ma anche CicloOfficina (via Gazometro 23) a Sassari illustrano a dovere il primo caso, mentre Lavanderie Ramone (via Berthollet 25) di Torino e Lavanderia. Ricircolo di Cervelli (via Cavalieri 16) di Rimini comprovano il secondo. Quanto ai locali-vetrina o agli show window di Piccinellesca memoria, quelli nati per vedere e farsi vedere, quelli che solitamente sono totalmente vetrati, beh, proprio quelli, per fronteggiare il rischio di farsi vedere miseramente vuoti, non perdono tempo nello sposare la filosofia Window Dressing, mutuata dai grandi magazzini. Le vetrine in allestimento vengono così riempite da figuranti che, remunerati con pasti e bevute, sono chiamati a sostituire i manichini… Per finire, c’è un’altra tipologia di locali che dimostra di aver trovato il modo giusto per fronteggiare la crisi, i club privè come il Fermento (via Italia 2) di Lodi Vecchio. In un Momento di Tagli, non esitano ad affermare che, da loro, “più si taglia, più si gode”
(Luglio 2013)
Love StoryÈ l’ora dell’agri-spettacolo!

Da quando Il Collaccio (Preci-PG) ha coniato lo slogan "Vieni a fare il maiale a Capodanno?", i soggiorni in campagna non sono più gli stessi... Doppi sensi a parte, lo scopo dell’evento era quello di insegnare a preparare un salame o una fila di salsicce, dando ai partecipanti la possibilità di portare a casa il frutto del loro lavoro, in modo da potersene vantare con amici e parenti. L'idea è stata vincente ma, più in generale, i tempi erano maturi per il cambio di passo dell’agriturismo. Tramontata l’era in cui si sceglieva una country house solo per assaporare la pace dei campi, mostrare ai bambini galline e oche, comprare prodotti naturali e sperimentare il trekking, oggi le cascine offrono di tutto, di più. Dai telescopi per guardare le stelle ai giri in mongolfiera, dai seminari di cucina macrobiotica alle lezioni di yoga, il compito delle aziende immerse nel verde sembra essere diventato quello di stupire ad ogni costo. Non per niente, si può parlare di agri-show! Del resto, perché limitarsi a conversare in italiano se l’agriturismo Sant’Antonio (Stradella-PV) organizza corsi di lingua cinese? E perché accontentarsi di cene nostrane se Casa Ganesh propone, in quel di Varzi (PV), fra le colline della Val Staffora, un menù indiano a base di pollo tandoori e pakora di verdure? E perché, ancora, limitarsi ad arrivare in macchina e guardare il cielo ad occhio nudo se Villa Ferraia (Monticiano-SI) mette a disposizione della clientela eliporto e cannocchiale? In un’ottica del genere, ben si comprende l’irrefrenabile voglia di Aia di Moroder (Ancona), Tenuta Marchesi Fezia (Narni-TR) e Li Sauli (Gallipoli-LE) di ospitare dance party e concerti live. E la gran classe de La Bagnaia (Siena) nell’organizzare eventi di equitazione, golf, moda… Eppure, c’è sempre l’impulso di andare oltre: Ille Roif (Fara in Sabina-RI) vanta una sala da pranzo con altalene al posto delle normali sedie. Cà del Conte (Cortina di Alseno-PC) non si fa bastare un carpodromo, ma sfoggia un’aviosuperficie, imperniata su due piste di atterraggio in erba. E San Pè (Poirino-TO) e Corte Fenilazzo (Desenzano del Garda-BS) non si fermano al gelato basico, ma offrono solo gusti ottenuti dall’incrocio fra il latte munto in loco e la frutta di stagione. Il trend dominante può già contare su due sottospecie, avio-agriturismo ed agri-gelateria!
(Maggio 2013)
Le Terme del Sabato SeraLe Terme del Sabato Sera

Corre l’anno 1977, addì 14 dicembre, quando sugli schermi americani irrompe “Saturday Night Fever”, film targato John Travolta e Bee Gees. Ma i tempi passano e le mode pure: trent’anni dopo “La Febbre del Sabato Sera”, il fenomeno-discoteca lascia definitivamente campo libero ad un nuovo rito di matrice salutistico-socializzante, Le Terme del Sabato Sera. Perché se è vero come è vero che le beauty farm hanno già da un bel po’ iniziato a surclassare i dancefloors, la voglia di benessere ed il culto dell’immagine, hit dei giorni nostri, sono giunte al punto di detronizzare il rito del ballo anche sul suo terreno più fertile, il fine settimana. Alle terme, arrivano frotte di giovani e meno giovani che, quando la luna è già alta nel cielo, sguazzano in acqua fra frigidario, calidario e sprazzi salsobromojodici, con adeguato contorno musicale e maggiore possibilità di fare nuove amicizie. Le prove? Presto detto, l’apertura fino a tardi delle Terme di Sirmione e del Grand Hotel Nuove Terme di Acqui Terme, ma anche l’esplosione di centri benessere con dj e pista da ballo incorporata quali il Panta Rei di Capri e l’Hyn di Silvi Marina, gli sparty (neologismo che deriva dalla fusione dei termini Spa e Party) del Gransasso di Farindola e le feste con zumba di gruppo del Mariani di Pieve a Nievole. Senza poi voler insistere troppo sulle atmosfere colorate, accattivanti e futuribili volute dall’architetto Simone Micheli al Parco Acque di Gubbio e all’Incontro di Ariano Irpino. E che dire, infine, degli aperitivi musical-abbronzanti del Caribe di Modena, solarium di nuova generazione? In definitiva, grazie ad una nuova tipologia di strutture, da catalogare come Social Beauty, si raggiunge la quadratura del cerchio: entrare in uno spazio che permette di migliorare look e stato di benessere, facendo al contempo divertire ed allargare il parco delle conoscenze, assicura momenti non plus ultra.
(Marzo 2013)
Love StoryGenerazione di fenomeni

I dati Istat parlano chiaro: da vent’anni a questa parte, il numero dei matrimoni è in calo irreversibile, mentre quello di separazioni e divorzi è in continua crescita. Sarebbe troppo lungo spiegare i perché di un tale trend, che ha motivazioni profonde, radicate fra i meandri di una vita sociale in via di mutazione. Fatto sta che chi sisposa punta a cogliere l’attimo, senza metabolizzare a dovere l’essenza della vita di coppia. Che, per durare, deve saper compensare gioie e dolori, generosità ed egoismi, passioni e comprensioni. E che, soprattutto, non può prescindere dalla presenza di amore vero. Quello che il film Love Story identificava con la frase “amare significa non dover mai dire mi dispiace”. E’ però sempre più raro che un’analisi di sentimenti, seria e giudiziosa, venga fatta con il dovuto anticipo. Basti pensare alla promessa di matrimonio, che rientra in una fase di innamoramento più che di amore. Di poca scienza e tanta fantascienza. Di estasi, prima del tormento. Se ne ha un’esatta percezione, intervistando la gente a riguardo. Solo una signora sostiene che l’importante è volersi bene e che, quando si ama davvero, tutti i modi per chiedere in sposo/a sono ok. In generale, si conferma la sensazione che la vita venga confusa per un reality. Dopo il primo Grande Fratello, perfino la casalinga di Voghera non si limita ad assistere allo spettacolo, ma pretende di farne parte. Niente di meglio, quindi, che dichiararsi in televisione, ma anche esporre striscioni o affiggere manifesti può andare. Al pari di proposte esplicitate in castelli o spiagge da sogno, con l’orchestra a far da contorno. Per non parlare del coinvolgimento coatto del sempiterno Gianni Morandi, chiamato a cantare per l’ennesima volta In Ginocchio da Te, a fianco di pretendenti non certo proni in luoghi appartati, ma almeno su un ponte veneziano, davanti a frotte di turisti giapponesi, intenti a fotografare all’impazzata. Del resto, che la promessa di matrimonio sia vista come momento per emozionare è palese, ma i sondaggi lasciano comprendere quanto l’attualità influenzi il tipo di emozione da preferire. Ora come ora, impazza l’effetto Baumgartner (Felix Baumgartner, per rafforzare il senso, alla James Bond): non pago di essere stato il primo uomo a superare la velocità del suono, lanciandosi da 39.045 metri di altezza, il base jumper austriaco ha dato il la ad una vera e propria moda. Via, quindi, alle esternazioni amorose in parapendio, in caduta libera, in volo, in bungee jumping, sulla luna e, per la legge del contrappasso, anche sott’acqua, in muta da palombaro. E fu così che proposta di matrimonio assurse al rango di show, al pari del matrimonio stesso. Attenzione, però, che a chiudere in maniera adeguata il cerchio vitale dell’amore-spettacolo ci hanno pensato in America, dove vanno matti per i Divorce Party. Vuoi vedere che i nostri giovani sono all’avanguardia, già da vent’anni? Bisogna dirlo all’Istat…
(Dicembre 2012)
Wild Boys! Il ritorno dei paninari, ma non solo…Wild Boys! Il ritorno dei paninari, ma non solo…

La crisi mondiale dice stop all’ostentazione. Stop all’abitudine di lasciare, in discoteca, le bottiglie di champagne, già vuote, nel secchiello del ghiaccio, per mostrare urbi et orbi cosa si è bevuto. E stop ai ristoranti imperniati su menù pieni zeppi di piatti per esibizionisti. Ma trova altresì il modo di celebrare un clamoroso ritorno, i panini: attenzione, però, non più “paninazzi” Anni ’80, adorati dai wild boys di piazza San Babila, ma panini-gourmet, ideali per gustare prodotti di qualità, spendendo poco. Tanti sono i bar di stampo modaiolo, che hanno iniziato a proporli, a partire dall’OttimoMassimo (via Victor Hugo 3, ang. via Spadari). Del resto, il flash vintage non finisce qua, perché i moderni paninari amano pure gli hamburger. In versione european style, però. Come ben testimoniato dalle sfiziose proposte di Al Mercato (via Sant’Eufemia 16). Ancora più a ritroso nel tempo viaggiano i parimenti gettonati toast, che guardano agli Anni ‘50 con nostalgia, fermo restando che il primo tostapane automatico fu inventato nel 1919. Per sperimentare toast fantasiosi e di buona fattura, basta fare un salto al Mi Casa (via Matteo Maria Boiardo 19). A chiudere il cerchio, decretando il trionfo del deja vu, provvede lo show di affilatura proposto da Lorenzo Preattoni, boss dell’Associazione Coltellerie e Arrotini, presso lo showroom Spotti/Valcucine (viale Piave 27), nell’ambito della mostra Lama/Non Lama. Le prime ombre della sera sono squarciate da un richiamo di sapore antico, Donne, è tornato l’arrotino!
(Ottobre 2012)
Alla ricerca di emozioni, per un’estate da filmAlla ricerca di emozioni, per un’estate da film

Altro che il solito after hour. L’Alba Musicale, in scena alle ore 05.30 del mattino, in zona Bagno 60, a Riccione, è senz’altro da sperimentare. Meglio, se in coppia e se a garantire la colonna sonora è la brava NicoNote, con “Possible Songs”, concerto per voce, contrabbasso, chitarra e batteria. Arrangiamenti e rielaborazioni spaziano da Charles Mingus ai Doors, da ColePorter a Luigi Tenco, fino a Donna Summer, seguendo un fil rouge emozionale ed evocativo. In perfetta sintonia con quella voglia di brividi sulla pelle che attanaglia chi desidera uscire dal coro ed evadere dal solito tran tran. Come nel caso dei frequentatori di un altro fuori-orario da appuntarsi sull’agenda, quell’Alba di Benessere in mare aperto che, grazie al caicco Turkuaz, prevede partenza alle 05.00 dalla nuova darsena di Rimini, meditazione energetica, saluto al sole che nasce, bio-colazione, rilassamento yoga, massaggio ayurvedico e ritorno a terra alle 12.30. Tutto ciò ha il pregio di farci riappacificare con il mondo… Come pure quello di lasciarci ammirare qualche bel piede di donna, ovviamente nudo, perché in barca non può essere altrimenti, ma impreziosito da una sorta di infradito artistico, realizzato all’uncinetto con il cotone colorato, elasticizzato e impermeabile, che le ragazze brasiliane usano per realizzare i celeberrimi micro-bikini. Questo nuovo, immancabile bijoux sartoriale made in Bologna è griffato Fibrae by Alessandra Lepri ed è reperibile da Joy Gallery a Rimini, La Maison de Parfum a Cattolica, An-Joy a Roma, Gioielleria Cascone a Caserta, Hotel della Moda a Imperia, Dame & Cavalieri a Treviso, Profumeria Risaliti a Prato e Art'è a Bologna. Trasformate in tante principesse scalze, le rappresentanti del gentil sesso possono, a questo punto, provare perfino l’ebbrezza di un tanto cinematografico quanto immaginifico teletrasporto a Malibù, dove le aspetta Eva Longoria: basta che chiudano gli occhi e, proprio come la desperate housewife, sperimentino lo Stand Up Puddle (noto anche con l'acronimo SUP), sport a la page consistente nel remare in piedi, sulla tavola da surf. Quale scusa migliore per partecipare all’X Masters Award, in scena a Senigallia? Ma questo film estivo, unico come solo chi sa sfuggire alla routine lo è, non può fare magie senza musica. Ed allora, sotto con un po’ di sana techno, a cura di Gianni Parrini DJ, in una location alternativa come il Lago Tortuga di Lido di Savio. O con una passionale Noche Flamenca, presso l’Arena delle Balle di Paglia, in una golena sormontata da acacie, in quel di Cotignola. Rien ne va plus, les jeux sont fait: un soffio di vento in una notte chiara, il sapore tuo sulla mia pelle amara…
(Agosto 2012)
Sognando Polinesia, fra drink, balli e…Sognando Polinesia, fra drink, balli e…

Toglieteci tutto, ma non i sogni. Meglio, se parzialmente realizzabili, perfino in tempo di crisi. Via, quindi, all’allineamento a quel trend mondiale che innalza le isole dell’Oceano Pacifico al rango di muse ispiratrici della nostra estate. Via all’esplosione della filosofia Tiki. Perché proprio Tiki è la parola magica della tendenza dominante. Dire Tiki equivale a tirare in ballo drink a base di frutta esotica, da bere in bicchieri a forma di maschere tipiche, ma anche camicie hawaiane, collane di fiori, palme… Instancabili promotori di questo stile di vita sono i ragazzi della ravennate Caribbean Bar Academy che, capitanati da Jimmy Bertazzoli, trovano il modo di creare uno sfizioso Tiki Bar all’interno del Singita Beach (Viale delle Nazioni 242b, spiaggia 26, Marina di Ravenna. Tel. 0544/538851), arricchendolo di una valida selezione di frutta e verdura. Ma anche di organizzare degustazioni in catamarano, in mare aperto e l’appuntamento seriale “Mi casa es tu casa”, in scena al Mo.Wa (Viale delle Nazioni 177, Marina di Ravenna. Tel. 0544/530234). Martedì dopo martedì, si presentano dietro al bancone del locale “Tiki stars and classic mixologist”, ossia alcuni fra i migliori barman del mondo, fra cui Matteo Zed, Alex Frezza, Boudewijn Mesritz, Andrew Nicholls ed Alex Kratena. In agosto, arriverà anche Daniele Dalla Pola, grande esperto di bere miscelato in stile polinesiano, autore del libro “Exotic Cocktail”, titolare del Nu Lounge di Bologna e vincitore, nel 2011, insieme al succitato Frezza, della “42Below Cocktail World Cup”, svoltasi in Nuova Zelanda. Nessun dubbio sul fatto che tutti i ritrovi “en vogue” della Riviera si stiano attrezzando per far fronte al trend. Come riconoscerli? Facile, basta varcarne la soglia e verificare se chi sta dietro al bancone sa preparare uno “Zombie”, cocktail ideato negli Anni ’30 da Don Beach, barman texano, promotore della filosofia Tiki… Ma il trend non si esaurisce nei drink, vista la rinnovata verve dello stabilimento balneare Tiki 26 (Piazzale Kennedy, Rimini. Tel. 0541/27058) ed il grande successo dei corsi di danze polinesiane dell’Associazione Culturale Khatawat (Via Pelacano 12, Forlì. Tel. 0543/421766) e dell’Arabesque Dance Center (Vicolo San Giovanni 4, Rimini. Tel. 392/9573464). Del resto, il messaggio preventivamente trasmesso da un’insegnante lungimirante quale Sabrina Sartori aiuta a fare sognare: “si lavorerà sullo studio di passi e movimenti, per portare nei corpi il sole del Pacifico”. Non è un caso, quindi, che Nick the Nightfly, cantante e dj di Radio Montecarlo, si sia innamorato proprio adesso di uno strumento come l’ukulele. E non può essere un caso che in viale Ceccarini, a Riccione, sia appena comparsa una ragazza armata dell’originale borsa, modello clutch, lanciata sul mercato da Kate Spade New York, la griffe amata dall’attrice Jessica Alba: il gettonatissimo accessorio è in pvc nero, sfoggia un ananas dorato a mo’ di chiusura e vanta un nome eloquente, “Tiki Bar Cocktail”. Aloha!
(Luglio 2012)
Generazione post-rave: nostalgia canaglia!Generazione post-rave: nostalgia canaglia!

Nella seconda metà degli anni ’80, in Inghilterra, nasce il fenomeno Rave, traducibile con la perifrasi “andare in estasi scatenandosi con il ballo”. In una nazione avvilita da problemi sociali e dal malcontento per la politica del primo ministro Margareth Thatcher, trova facile presa un movimento che, predicando il disimpegno, invita a ballare al ritmo di quell’house music arrivata da Detroit. Non in discoteca, ma in capannoni, magazzini o parchi, adattati alla bisogna. Chi ha vissuto quel periodo non dimentica. Guido Curti, autodefinitosi “pipistrello”, allestisce un party all’Amnesy di Lainate-MI (addì 30 giugno) richiamando in consolle Tony Humphries, uno dei dj di punta dell’epoca. Sergio Cagnazzo, organizzatore scaltro, fa rivivere il brivido della location segreta, dando vita a Spartacus Night (prossima data, 7 luglio, a Milano), cui può accedere solo chi si iscrive al sito web di riferimento. Antonio Gaggiano, che girava in Bentley già all’epoca, lascia la gestione di una location da fuoriorario (il Country di Siziano-PV) e la ricerca di spazi per eventi, incanalando l’estro verso idee di design per ristoranti quali Langosteria 10 di via Savona 10. Michele Tenace, cassiere fidato e scrupoloso al punto da nascondere gli incassi nelle confezioni dei panettoni, gestisce ora il Colorificio di via Venini 52. Ma vi organizza feste, con dj all’opera fra latte di vernice. Antonio, Michele, Sergio e Guido. Il ricco, il buono, il furbo e il pipistrello: tutti insieme, nostalgicamente.
(Giugno 2012)

Le nuove tendenze sociali salutano l'entrata in scena dei Controfighetti. Registrano l'avanzata del Downshifting. Ed aprono le porte ad una nuova era, L'Età del Piacere Controllato. Ma a stupire davvero è il ritorno alla ribalta delle ore piccole. Nuovamente bramate e concupite, perché creative e propositive.

Guida al Piacere e al Divertimento by Roberto Piccinelli
presenta
Notte, notte delle mie brame...


...chi è il più furbo del Reame? Chi sposa la strategia politica di Nicholas Sarkozy. Chi investe sul linguaggio di Nichi Vendola. Chi sceglie Jade Jagger come DJ. Chi approva le scelte hard di Mario Balotelli. Chi organizza il 3° Campionato Italiano di Porno Karaoke. Chi consiglia i sommelier francesi. O chi opta per la maionese senza colesterolo?

Pierre Sarkozy

In vista delle elezioni presidenziali del 22 aprile, il marito di Carla Bruni, alias mr. “Sarkonò Sarkosì”, seguendo gli insegnamenti di Napoleone Bonaparte, ha lanciato una Campagna d’Italia atta a recuperare consensi e simpatie oltralpe. Il delicato compito è stato affidato al figlio Pierre Sarkozy che, con l’appellativo di Dj Mosey (clicca per vedere il flyer), ha iniziato a girare le discoteche del Belpaese conquistando il pubblico giovane. Non certo per la musica proposta, intendiamoci, ma per aspetto gradevole, look accattivante ed atteggiamento simpatico e cordiale. Caratteristiche, queste, che accomunano i tanti personaggi decisi a sbarcare il lunario come metti-dischi: da Peaches Geldorf a Selen, passando per Jade Jagger, pare proprio che fingersi DJ sia la scelta vincente (clicca per scoprire quanto guadagnano).

Del resto, la notte, oltre a portare soldi, ricomincia ad affascinare. Ne sa qualcosa Nichi Vendola, che tanto l’ha vissuta e pare interessato a viverla ancor più intensamente. Proprio nel momento in cui dice di voler di preparare la propria fuoriuscita politica, il presidente della Regione Puglia si fa coinvolgere dall’imprenditore Nicola Pertuso in un progetto notturno, che prende il via dalla discoteca Jubilee di Corato. Il nuovo format prevede un mix fra “Cultura, Cibo e Musica”, i cui due ultimi ambiti vengono affidati a Don Pasta e Nicola Conte, mentre la prima parte resta appannaggio di uno speach in versione Ted (Technology Entertainment Design), solitamente proposto da speaker quali Bill Clinton (clicca per vedere il video). Pertuso ritiene che l’eloquio di Vendola si sposi alla perfezione con la formula. Resta da accertare se frasi suggestive tipo "Le primarie sono una vera spinta di vita, immettono un alito profumato nel centrosinistra” (clicca per altri esempi di linguaggio “vendoliano”) possono scatenare solo entusiasmo o anche lancio di pomodori. Lo spettacolo è comunque assicurato, ma nel secondo caso la pista da ballo diventerebbe troppo scivolosa... (clicca per scoprire date e sorprese di Nichi).

Linguaggio Vendoliano

La notte, però, va oltre la discoteca. Lo sa bene Mario Balotelli che, a Liverpool, per saltare a piè pari il problema delle troppe escort nascoste fra le clienti, frequenta direttamente lo strip bar X in the Club (clicca per vedere il locale). Lo sanno pure i sommelier francesi, che le studiano tutte per surclassare il nostro World Champion, Luca Gardini: stanno per lanciare sul mercato un fenomenale macchinario, che... (clicca per scoprirlo in anteprima). Da noi, a Firenze, va in scena il III Campionato Italiano di Porno Karaoke, non assegnato nel 2011, causa concorrenza sleale del Bunga Bunga di Arcore. I Radical-Chic cedono il passo ai Controfighetti. I Downshifter, “Quelli che hanno scelto di scalare marcia”, sostituiscono il PIL (Prodotto Interno Lordo) con il FIL (Felicità Interna Lorda). Il Piacere Illuminato è salubre e controllato: ragion per cui preferisce la birra analcolica, il caffé decaffeinato e la diet-coke. Il tutto, mentre la Guida al Piacere e al Divertimento (clicca per vedere il comunicato stampa 2012) festeggia i suoi 15 anni di vita al Pineta di Milano Marittima (clicca per conoscere la data).

Mario (Monti) non lo sa, ma quando passa piange tutta la città. Dopo la Manovra funesta, il ritorno dei botti-killer, la Tassa sulla fortuna, il risveglio dei Maya, le navi che affondano ed i comandanti che rincoglioniscono, una domanda sorge spontanea: che porti sfiga!? Certo è che pare Attila. Dove passa lui non cresce più l'erba. Tuttavia, appena svolta l'angolo.

Guida al Piacere e al Divertimento by Roberto Piccinelli
presenta
…scatta il baccanale!


Dalle grondaie dei rifugi di Madonna di Campiglio sgorga Champagne. Dai rubinetti degli show room del bresciano esce vino. I lettoni di Putin irrompono nei club della Pianura Padana. In Sicilia impazzano le Riserve di Caccia con Jazz Club. A Roma si pratica il body-sushi su corpi di donna nuda. Per non parlare dei party a tema.

Champagne dalla grondaia
Nell’ambito di una crisi che non favorisce il sorriso, c’è chi si abbatte ed alza bandiera bianca, indossando la cintura di castità (clicca per vedere il video) e c’è chi dice no. Come la Guida al Piacere e al Divertimento 2012, che pensa positivo, segnala i locali irrinunciabili ed i party speciali. Tipo il Baccanale allestito sotto Natale da Fabio Acampora al Circle di Milano (clicca per vedere le foto), il vip-party del Moritzino, in Alta Badia (clicca per vedere le foto) e le performances di fetish, bondage & fakirism del Decadence di Bologna (clicca per vedere l’invito). Certo, non si può non registrare la nascita dei Low Club, innovativa tipologia dove poter fingere di tenere un basso profilo, ma anche in questo caso l’attenzione maggiore viene riservata al cliente più ambito del momento, il “finto povero” (quello che, pur avendola, ha paura a pagare con la banconota da 100 euro, causa sindrome da “Capodanno a Cortina”), che ama frequentare il rifugio alpino dove si beve Champagne dalla grondaia (clicca per vedere il video).

Il mondo del loisir è in subbuglio. I locali en vogue cambiano (clicca per scoprire quali sono). I Poker Bar prendono il posto delle stazioni di servizio, le pizzerie puntano sul gusto Monti per scacciare la crisi (clicca per vedere il flyer) e le profezie catastrofiste inducono all’apertura di trattorie post-atomiche sul tipo della locanda milanese con arredi in calcestruzzo e foratini freschi di cantiere, chiamati a dar vita a pareti divisorie, ma anche a fungere da porta bottiglie di vino. Spartano, ma pronto ad ogni evenienza, perfino tellurica, il locale ha deciso di dotare i camerieri di casco protettivo fin dal prossimo settembre: sia mai che i Maya vogliano anticipare... I 100 Protagonisti del Bien Vivre (clicca per scoprire chi sono) fanno da contraltare alla Top 11 Flop Football Club, la squadra dei calciatori che si sono dimostrati dei fenomeni nell’aprire locali fallimentari (clicca per leggere la formazione), in una Guida al Piacere e al Divertimento 2012, tutta da scoprire (clicca per conoscere gli Eventi Consigliati). Mario (Monti)! Prepara il minestrone che arriva Vigorone!
Nell’attesa di una classe politica che non salga al potere solo ed esclusivamente per farsi gli affaracci propri, che non approfitti dei voti del popolo per far arricchire moglie e figli, che non vada ad escort ma nemmeno a trans, con le auto e gli aerei di servizio…

Guida al Piacere e al Divertimento by Roberto Piccinelli
presenta
Aspettando Godot


Per la serie, “facce ride”, ma anche divertire e riflettere arriva in libreria la Guida 2012, Anno XV°. Con tanto di “Neo-Paninari” impegnati in “Spread Night” a “Tarantinopoli”. Ed un “Ego-Turismo” in rampa di lancio, con sottofondo di “Hang-Drum”e “Tamburo a Cornice”. Samuel Beckett non avrebbe osato sperare tanto…

Nella certezza che nell’anno del quindicennale di una guida nata nell’altro secolo, torneranno Collagen Party e Porno Karaoke, iniziamo a scoprire le tante news, partendo con l’Ego-Turismo. Un turismo tematico sì, ma diverso da tutti gli altri, perché fortemente crossover. Ossia, in grado di coinvolgere viaggiatori di età, cultura, estrazioni e categorie sociali assolutamente disomogenee. Un turismo teso a titillare l’ego del sempre maggior numero di persone pronte a strizzare l’occhio più al super-ego che all’es. Dicesi Ego-Turismo, il “migrare compulsivo verso le località-vetrina”. Località riccamente dotate di show-window (clicca per leggere la spiegazione), ragion per cui ambitissime da chi può respirare l’aria da reality, anche solo passeggiando per la via principale. L’incontro, lo scambio di parole, la foto e l’aneddoto di stampo gossip da raccontare o mostrare al ritorno a casa sono sempre dietro l’angolo. Tutta manna per l’Ego-Turista, convinto di poter trarre linfa vitale da vampate di luce riflessa. Prossimi appuntamenti irrinunciabili con Cortina D’Ampezzo, Courmayeur, Gstaad, St. Moritz e Megeve, a meno che non si voglia optare per il mare d’inverno griffato Capri-Hollywood. In ogni caso, la nuova situazione socio-politica, farà andare in letargo le escort, che dovranno essere giocoforza sostituite da Mate-Poaching (predatrici di compagni), avvenenti amiche di famiglia in cerca della stabilità coniugale altrui. Quanto al resto, la Guida 2012 presenta, fra l’altro, la prima Osteria con Arredi in Calcestruzzo, il Pub che “Addavenì Baffone!”, la Rubinetteria con Enoteca, il Ristorante votato al Body Sushi (clicca per vedere il Body Turtlein, invece!) il Rifugio Alpino che fa bere Champagne dalla grondaia e la Riserva di Caccia con Jazz Club, che si paleseranno piano piano, al pari di nuove Classifiche, Oscar, Top Emotion, Eventi e Party… Per adesso, prendete nota delle nuove pierre da tenere sott’occhio (clicca per sapere) e dei bar da non frequentare (clicca per vedere), in attesa di conoscere la Top 11 Football Flop, ossia la squadra dei calciatori che si sono dimostrati dei fenomeni nell’aprire locali fallimentari...

Spiegando e motivando
di Roberto Piccinelli (IL POPOLO d’ITALIA - Ottobre 2009)

Il fatto che alcuni studenti italiani abbiano importato dalla Spagna l’esecrabile Botellon, al punto di organizzarne un tour attraverso le città universitarie, è davvero una bestialità. Da combattere e condannare per la loro salute. Tanto per essere chiari, il cosiddetto “movimento del botellón” è originariamente rappresentato da gruppi di ragazzini che si aggirano per le strade, di notte, scolandosi fiumi di birra, acquistata a poco prezzo nei supermercati e miscelata in un grande contenitore di vetro con tutto quanto di liquido capiti a tiro. Gin, vodka, rhum e/o tequila non importa, ma la costante è la qualità infima. L’alternativa alla birra è un beverone altrettanto micidiale chiamato, a seconda dei casi, calimocho (vino rosso e cola), kalitxurri (con vino bianco) o kaligorri (con rosé). In seguito, vista l’internazionalizzazione del fenomeno, è nata una terza via, definita “free for all”, in cui si mischia di tutto. Ebbene, io ho assaggiato queste misture malefiche per ben tre volte, a Madrid, Malta e Venezia: vi posso assicurare che solo ingurgitare un ditale di quella roba fa scattare il conato di vomito. Pensate ad un mix fra il vino al metanolo ed una grappa adulterata, per averne un’idea... La scelta di chi partecipa al botellon è quella di bere tanto, fino ad ubriacarsi in compagnia. E passa come una delle forme di trasgressione del Nuovo Millennio. Demenziale. Perché, se nell’arco della vita può capitare di dover smaltire una sbornia, che gusto c’è a “bere schifoso”? Più volte, mi sono fermato a parlare con quei ragazzi, che ripetono “il nostro è un divertimento a basso costo e un tentativo di conoscere tanta gente”, all’aria aperta, senza costrizioni”. Sono arrivato al punto di offrire loro un bicchiere di quello buono, per far capire la differenza. Far toccare con mano è molto meglio che parlare a vanvera. Del resto, il lavoro mi porta ad essere perennemente a contatto con i ragazzi, nelle discoteche, nei bar, nella movida globale. E so che con i diktat non si va da nessuna parte, ma so anche che il problema c’è e va affrontato. Spiegando e motivando, ma in fretta.
Del resto, vedere Panarea salire alla ribalta estiva per una diciottenne entrata in coma etilico, a causa della grande quantità di alcol bevuto in una festa in barca, in mare aperto, è un tuffo al cuore. Cosa e quanto abbia ingerito non è dato sapere, ma le circostanze sono note. Nonostante si sia impropriamente parlato di “Rave party sul mare”, perché i rave sono tutt’altro, si tratta di eventi che si sviluppano al largo, a partire dalle 18.00, intorno ad una barca dotata di potente impianto audio. La musica va a palla, tutti gli ospiti del natante principale iniziano a ballare sulla chiglia dello scafo ed intorno all’ape regina si stabilizza una pletora di altre barche, i cui componenti non esitano ad adeguarsi, socializzando. Ovviamente, ciascuna delle barche ha un frigorifero pieno di bevande, che spaziano in lungo ed in largo, energy drink compresi.Bere e ballare diventa un tutt’uno. Al caldo e, magari, anche a stomaco vuoto. Per di più, si tracanna ciò che capita a tiro, mischiando schifezze a vanvera. Il problema è sempre lo stesso, in terra, in mare ed in cielo: binge drinking, per dirla come gli Americani. Il bere per il bere. Pratica che va strenuamente combattuta, facendo in modo che famiglie, istituzioni, titolari di locali pubblici e media abbiano ben chiaro questo assurdo fenomeno, che coinvolge in modo assai pericoloso fasce sempre più giovani di età. La battaglia contro il binge drinking deve partire e tutti devono fare la loro parte. Spiegando e motivando, con lucidità, i motivi per i quali non va praticato. Ecco perché sono molto lieto di essere stato coinvolto nel progetto Bevi il giusto, basta il gusto, voluto dall’Associazione Tutti più educati e mirato ad una campagna di sensibilizzazione, ma soprattutto ad un percorso formativo rivolto alla scuole secondarie superiori. La prima pietra è stata la tavola rotonda organizzata il 13 giugno scorso nel Salone degli Affreschi del Chiosco dell’Umanitaria di Milano, ma il punto focale del progetto inizia a svilupparsi da ora in poi negli istituti scolastici della Lombardia.



Nell’occhio del ciclone, visto quanto s’è purtroppo dovuto registrare, proprio a Milano: nell’ambito dei controlli post divieto di vendita alcolici ai minori di 16 anni, una ragazzina di 14 è stata trovata ubriaca persa, di pomeriggio, in centro, in piena estate. Non ho più occhi, per piangere. Ma ho la voglia ed il dovere di combattere contro questa piaga sociale, spiegando e motivando.

Fenomenologia Nuziale del Terzo Millennio (by “Just Married in Venice”)

“Emozioniamoci” è la parola d’ordine del Nuovo Matrimonio. Un matrimonio che, contrariamente al passato, non viene più organizzato con lo scopo precipuo di fare stare bene gli invitati, con conseguente indicibile stress per gli sposi, ma punta a rendere protagonisti i due che lo sono veramente. Del resto, in una società in cui nessuno vuole rinunciare ad essere davvero protagonista (i Reality insegnano…), almeno per una volta nella vita, il matrimonio diventa un’occasione da non perdere. Per qualsiasi classe sociale, per principi ed idraulici o, meglio, "Princes and Plumbers", volendo esprimersi allo stesso modo di Steve Rubbel e Ian Schrager, i due artefici dello Studio 54 di New York, il mitico club in cui, per la prima volta, chiunque aveva la possibilità di ballare fianco a fianco di Liz Taylor, Truman Capote, Bianca Jagger, Andy Warhol, Bjorn Borg, Liza Minnelli, Paloma Picasso e Rudolf Nurejev. E l’accostamento alla più famosa delle discoteche mondiali (fra l’altro, inaugurata il 26 aprile 1977 e quindi giunta ai festeggiamenti per il trentennale) non è affatto casuale, perché è ufficialmente scoccata l’ora del Matrimonio-Spettacolo…

 
LE X TAVOLE DEL NUOVO MATRIMONIO
 
City
Budapest (per piccanti addii al nubilato e al celibato)
Hammamet (per accompagnamento gnaoua)
Las Vegas (per cerimonie trash e disimpegnate)
Tokyo (per brividi da cosplayer)
Venezia (per cortei nuziali pre e post cerimonia, in gondola)
 
Down
Bomboniere (meglio spendere soldi in altro modo… Chi se ne fa qualcosa?)
Buffet (se deve essere, sia quantomeno tematico!)
Riso da Lancio (meglio petali di rosa tea)
Taglio della Cravatta (Aborro!)
Total White x Men’s Look (no Edoardo Vianello Style)
 
Location
Campo da Golf
Dream Hotel
Prato per Pic Nic
Rifugio Alpino
Spiaggia
Hour
Aperitivo
Breakfast
Brunch
Dinner
The
 
Ideas
Accompagnamento Sonoro by Banda locale (Vuoi mettere la grancassa?)
Double Set (Due ricevimenti, due temi, due atmosfere, per familiari ed amici)
Grigliata Spettacolo (le grigliate sono salutari, ma soprattutto coinvolgono i presenti con chicche…)
Inviti simil flyer (basta partecipazioni asettiche, via alla wedding graphic)
Lista di nozze in negozio equo e solidale (Come fare del bene due volte…)
  Look
Braccialetto fluo
Guanti e cappello
Infradito
Strascico
Tattoo su dorso della mano
Typology
Aromatizzato
Contingentato
Neoromantico
Salutista
Sceneggiato
 
Vip Celebration
Brad Pitt/Angelina Jolie (Matrimonio Fantasma)
David Beckam/Victoria Adams (Matrimonio Trendissimo)
Fawaz Gruosi/Carolina Scheufele (Matrimonio Brillante)
Stefano Bettarini/Simona Ventura (Matrimonio Sms-Dipendente)
Woody Allen/Soon-Yi (Matrimonio Fusion)
  Who’s What (ad ogni carattere, il matrimonio giusto!)
Allegro e Spensierato, alla Eddy Murphy/in ape, a Panarea
Avventuroso e Acquatico, alla Cristoforo Colombo/in barca, a St. Barth
Fascinoso e Grintoso, alla George Clooney/in moto, in Alta Badia
Magico e Speciale, alla Harry Potter/a piedi, a Stonehenge
Trasgressivo e Revival, alla Madonna/in camper all’isola di Wight
 
Trend
Cartellonistica da partecipazione (Partecipazioni con manifesti per le strade)
Beauty Explosion (Cene Diet e location ad hoc)
Jail Wawe (In un'epoca di intercettazioni ed arresti a raffica, un po' di prigione non se la vuole far mancare nessuno.
Almeno un arresto domiciliare, dai! Qualora non si sia importanti galera, almeno si può optare su locali con vista prigione,
tipo l’eccezionale Hotel Ucciardhome di Palermo….)
Kava Party (by Isole Fiji!)
Post Luxury (cibo della nonna, ma eleganza odierna)

Milano: la notte, il sesso e...
Intervista by Milanodabere.it

A Milano ci si diverte?
Ce ne sarebbe la possibilità se non si ragionasse troppo per stereotipi, compartimenti stagni ed appartenenza a schemi sociali prefissati. Si è perso il gusto della sperimentazione trasversale, fondamentale contro la noia e la ripetitività seriale.

A livello internazionale, quali sono le capitali del divertimento e del piacere?
Berlino, che nel 2009 festeggia il ventennale della caduta del Muro, ma anche della Love Parade. Shanghai, dove i locali postmoderni nascono come i funghi. E Città del Capo, in cui il trance-sound sconfina nell’erotic-lounge.

Spesso ti sei occupato di risvolti sessuali nella questione del divertimento: quanto milano è erotica-sessuale?
Potrei cavarmela dicendo che il numero di club privè presenti in città ha pochi eguali, ma se vogliamo tirare in ballo anche escort, girlfriend experience ed actor battuage, beh direi che a livello sud-ombelicale qualcosa vibra, per davvero…

Come è cambiato, se è cambiato, il divertimento fra oggi e ieri?
Cambiamento totale. Nel passato, le tipologie di locali erano poche, mentre adesso c’è la possibilità di scegliere la serata in base al proprio carattere, modo di fare, stile di vita, gusti e possibilità economiche. Da una necessità di “adattamento ludico coatto” si è passati ad una possibilità di “divertimento sagomato ad hoc”.

Qual è il principale freno alla capacità di divertirsi?
Il fatto che la città si crogioli e si erga fin troppo a paladina di un fenomeno chiamato “vetrinizzazione della società”, in base al quale l’immagine personale e circostanziale è sacra. Ovvio, quindi, che la differenziazione cui accennavo pocanzi si riveli, in definitiva, un po’ troppo sbilanciata nei confronti dei locali, peraltro tutti uguali fra loro, dove andare per vedere e, soprattutto, essere visti.

La notte di Milano com'è? Molti la criticano, la notano spenta, un po’ fine a sé stessa. Il tuo parere?
Il problema più grave è la catalessi in cui cade il centro dopo le 22.00. Sono un grande sostenitore delle potenzialità cittadine, troppe delle quali rimangono però inespresse e poca appare la voglia dell’amministrazione di comprendere che le nuove frontiere del turismo passano attraverso un perfetto bilanciamento ludico. Fatto sta che Milano non è fra le mie “Top Five City” da ormai diversi anni. Pare una Ferrari dotata del motore della vecchia Prinz…

  Maserati
 
Quali sono i locali a tuo avviso top a Milano?
Parlerei di quelli che in questo momento sanno regalare emozioni: Plastic (compie 30 anni nel 2010), Nottingham Forest (i cocktail più creativi d’Italia), Giacomo Bistrot (risto-vetrina di stampo radical-chic), Tunnel (che risorge, qual araba fenice) e N’Ombra de Vin (l’aperitivo qualitativo che volge all’oceanico).

Spiegaci il tuo ruolo professionale.
Da giornalista in poi, qualsiasi definizione mi sta stretta, ragion per cui sposo in pieno il non-titolo cucitomi addosso da Milly Carlucci in occasione di una mia serata televisiva da prime time, “sociologo del piacere”. Perfetto mix fra la docenza di Sociologia dei Consumi al Politecnico e la griffe della guida annuale…

Versione definitiva su...
http://www.milanodabere.it/articoli/interviste/roberto_piccinelli_4544.html
Tendenze estate 2010 by Il Caffè (Svizzera)
 
Tendenze Estate 2010

EGOTURISMO O EGO-TURISMO, QUESTO E’ IL PROBLEMA…
(Articolo inserito su Crescita Turismo numero 371, novembre-dicembre 2010) di Roberto Piccinelli

Altro che vita da mediano, oggi va di moda il centravanti…
Correva l’anno 2001, quando individuai e classificai come “show-window” l’ennesima tipologia ludica. Non a caso, accadde poco dopo la prima edizione italiana del Grande Fratello televisivo, terminata il 21 dicembre 2000. Grazie a quel reality, primo di una lunga serie, anche la gente comune iniziò a voler essere protagonista. Sempre e comunque. Da allora, la casalinga di Voghera non si limita ad assistere allo spettacolo, ma pretende di farne parte integrante. I ragazzi non accettano più di rimanere imbambolati a guardare le cubiste, ma si aspettano di poter ballare con loro, sotto un cono di luce. Le rappresentanti del gentil sesso non si accontentano di chiedere l’autografo ai calciatori, ma vogliono assolutamente prendere posto intorno allo stesso tavolo. L’imprenditore rampante non sente il bisogno di legarsi alla ragazza di buona famiglia, ma va alla ricerca di una fidanzata “mediatica”, che lo possa favorire nel lavoro. Le famiglie non si recano in spiaggia per prendere il sole e fare il bagno, ma per sentirsi partecipi di una sorta di villaggio on the beach, ove palesare la propria cultura in area biblioteca, il corpo in zona palestra, il buon gusto presso il mercatino etnico, la mira nel campo da golf e lo stato psicofisico nel centro benessere. Insomma, lo “show-window” nasce come luogo da frequentare per guardare e, soprattutto, farsi guardare, in virtù di quell’irrefrenabile voglia di protagonismo, che pare aver contagiato l’universo. Nei “locali-vetrina” non è tanto importante ciò che si mangia, beve, balla o ascolta, ma l’atmosfera che si respira, la gente che c’è, il tasso di riconoscibilità di chi ci sta accanto, la visibilità che se ne ricava. Perché essere scorti da uno o più amici, pronti a testimoniare urbi et orbi la nostra capacità di essere al posto giusto nel momento giusto vale più di qualsiasi altra cosa al mondo. Giova alla propria immagine, termine sacro della società odierna. Alla base delle cui, ultime metamorfosi sociali c’è un fenomeno identificabile come “vetrinizzazione” e riconducibile all’attuale, dissennata supremazia della sfera dell’apparire su quella dell’essere. A volerne spiegare i prodromi dovremmo discettare di Prima e Seconda Rivoluzione Industriale, di baratto e “Passages” parigini, ma anche tirare in ballo Walter Benjamin che, già negli Anni ‘30, vedendo la merce messa su un piedistallo come
opera d’arte da ammirare e valorizzare ne sottolineò la “trasfigurazione del valore d’uso”. Ma lo spazio è tiranno, ragion per cui rimaniamo ai giorni nostri, notando come la vetrina abbia via via esasperato la sua funzione di messa in scena del prodotto, che non può più essere visto solo sotto forma di merce. Al contrario, sono ormai gli esseri umani a rivendicare il ruolo di attori principali della rappresentazione. Da qui alla nascita ed al proliferare di una nuova forma di turismo il passo è breve. Un turismo tematico sì, ma diverso da tutti gli altri, perché fortemente crossover. Ossia, in grado di coinvolgere viaggiatori di età, cultura, estrazioni e categorie sociali assolutamente disomogenee. Un turismo teso a titillare l’ego del sempre maggior numero di persone pronte a strizzare l’occhio più al super-ego che all’es. Dicesi Ego-Turismo, il “migrare compulsivo verso le località-vetrina”. Località riccamente dotate di show-window, ragion per cui ambitissime da chi può respirare l’aria da reality, anche solo passeggiando per la via principale. L’incontro, lo scambio di parole, la foto e l’aneddoto di stampo gossip da raccontare o mostrare al ritorno a casa sono sempre dietro l’angolo. Tutta manna per l’Ego-Turista, convinto di poter trarre linfa vitale da vampate di luce riflessa. Esempio sintomatico, la folla che si crea sulle banchine di Porto Cervo, ogni sera di agosto, intorno alle 21.00: nonne, mamme, papà in ciabatte e bambini intenti a spiare gli ospiti degli yacht ancorati al molo… Attenzione, però. La qualifica di “località-vetrina” non deve assolutamente essere considerata acquisita nel tempo. Anzi, tutt’altro. Basta un’ordinanza sbagliata per spiagge o rifugi alpini, un cambio di rotta sugli orari, una diversa regolamentazione di ordine pubblico o parcheggio, una debacle di qualche gestione vincente per far sì che gli itinerari dei trendsetter cambino in modo repentino. E con loro quelli degli innumerevoli seguaci. Santa Margherita Ligure, Palinuro, Riccione, Fregene, Sant’Antioco, Capalbio, Santa Maria di Leuca, Argentario, Ischia, Terminillo, Abetone e Etna sono solo alcune delle zone che hanno potuto verificare le oscillazioni dell’Ego-Turismo sulla loro pelle. Magari, senza essersene rese perfettamente conto. Del resto, le variabili del sistema sono innumerevoli: basti dire



che per salire alla ribalta come “località-vetrina” occorre un’amministrazione pubblica disposta a lavorare fianco a fianco con imprenditori illuminati e che per praticare l’ego-turismo il reset mentale deve essere quantomeno stagionale. Ma chi opera, pianifica, comunica e organizza con cura ne può ricevere vantaggi immediati, innegabili. Anche su fronti impensabili, di primo acchito.
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